giovedì 18 luglio 2013

Sherazade, come si fa?

Ciao Mondo Bio!
Oggi vi scrivo un post a proposito della MIA sherazade. (Sempre ammesso che sia un sostantivo femminile, diciamo di sì!)

Questo post si ricollega in un certo modo a quello sullo "sbiondimento" delle mie lunghezze, in quanto la sherazade è una tappa fondamentale per la riuscita (?) del mio esperimento.

Ma prima di cominciare, alcun* di voi si chiederanno "Ma che cos'è la Sherazade??" Cerco di rispondere in maniera semplice...
Si potrebbe dire che è la versione "rapida" di un'hennata; più precisamente, diciamo che La Sherazade può essere definita come un impacco post-shampoo che unisce le proprietà delle erbe tintorie e quelle rinforzanti e lucidanti del balsamo o della maschera che abitualmente applichiamo dopo lo shampoo.

E in pratica, come si prepara?

Innanzitutto, il pappone di erbe tintorie va preparato 12 ore in anticipo (circa) perché questo è il tempo necessario all'ossidazione, processo grazie a cui le erbe rilasciano più colore (questo discorso vale per tutti i mix tintori, ma non per l'indigo). Ovviamente, io preparo un mix sbiondente, quindi vado ad utilizzare un misto di curcuma e cassia, ma voi potete usare tutti i mix che volete per creare la VOSTRA sherazade!

E allora, cominciamo!

Per le mie lunghezze, io mi regolo con queste quantità:

- tre cucchiai di cassia



- 2 cucchiai di curcuma


- 3 cucchiai di aceto di mele


- infuso di limone e camomilla.


Una volta mescolato bene il tutto, se volete una sherazade che non sia solo tintoria ma anche "benefica", dovreste lasciare la pappetta un po' più liquida di quella che desiderate realizzare per la fase finale, perché poi, prima dell'applicazione, potrete aggiungere altre erbette (a vostra scelta) che contribuiranno a dare maggiore corposità al composto.


Dopo (almeno) dodici ore dunque, vado a prendere le altre erbette che voglio aggiungere:

- un cucchiaio di Neem


- due cucchiai di Amla


- un cucchiaio di Brahmi


E infine aggiungo una buona dose di balsamo (in questo momento ne sto usando uno alla camomilla!!).

La sherazade va fatta dopo lo shampoo (volendo si può anche fare prima) e può essere tenuta "in posa" dai 30 minuti a...ll'infinito! Io di solito la tengo su due ore, non di più. Visto che sto cercando di schiarire solo le lunghezze, per tenere l'impacco sulla testa separato dal resto dei capelli, ho iniziato a infilarlo in una busta di plastica (di quelle per i cibi da congelare!). Poi una volta finito tutto, la sciacquo e la conservo per il prossimo impacco. :)


Questo è il risultato dopo il risciacquo: come potrete notare si vede una leggera differenza tra radici e punte, anzi, a guardare la foto sembrerebbe di vedere una linea netta di stacco (che vi assicuro che non c'è assolutamente nella realtà!). Però i capelli cominciano a cambiare! ;)



E questo è quanto ^_^

Spero di essermi resa utile, come sempre!

Melania

P.S.: lo so che ho scritto questo post con i piedi, però sono staaaanchissima, e ve lo volevo scrivere lo stesso ^_^ l'importante è che abbiate capito :D









lunedì 15 luglio 2013

Bionova: Deodorante delicato!

Ciao mondo bio :)

Oggi vi propongo una review interessante, o almeno credo, dato che riguarda uno dei prodotti più complicati da acquistare in assoluto (per me!!): il deodorante!
Vi voglio parlare del Deodorante Delicato di Bionova.

Qualche nota iniziale sull'azienda e la sua filosofia (dal sito ufficiale):



"Tutti gli ingredienti Bionova sono stati selezionati con cura, valutando attentamente la qualità, l'efficacia e la disponibilità della certificazione biologica. Vorremmo vivere in mondo più pulito, sostenibile e solidale e le nostre scelte d'acquisto possono incidere fortemente sul miglioramento non solo del nostro benessere, ma anche di quello dell'ambiente che ci circonda.
Privilegiare la cosmesi biologica significa fare una scelta consapevole: gli ingredienti provenienti da agricoltura biologica garantiscono un ridotto impatto ambientale in quanto ad esempio, non ricorro all'uso di pesticidi, prodotti fitosanitari o antiparassitari. Inoltre tutti gli ingredienti utilizzati in un cosmetico biologico sono ottenuti con metodi di trasformazione a ridotto impatto ambientale, senza l'uso di solventi chimici o derivati dal petrolio non biodegradabili, oltre che dannosi per che la pelle.
Anche l'uso dei materiali di confezionamento è attento all'impatto ambientale: abbiamo escluso il PVC, privilegiato il PET 100% riciclato e riciclabile, utilizzati imballi secondari solo se necessario."

I prodotti della linea Bionova possono essere acquistati presso tutti i centri Ipercoop.
Il deodorante Delicato di Bionova è a base di Aloe e Iris Florentina ed è indicato per un’azione deodorante efficace, che non occluda i pori e lasci traspirare la pelle.


Il flacone è dotato di roll-on, e contiene 50 ml di prodotto. Il PAO di questo prodotto è di 12 mesi.


Ma andiamo a guardare la cosa che ci interessa di più... l'INCI!


LA MIA OPINIONE PERSONALE:

Il deodorante è effettivamente molto delicato. Anche dopo la depilazione, non ho mai riscontrato nessun tipo di fastidio. Non ho ancora una grande esperienza in materia di deodoranti bio, ho provato solo questo e quello della linea Bio di Auchan; quello Auchan però, non ha mai funzionato. Questo invece, mi ha sempre protetto bene, fino all'arrivo del gran caldo. Quando sudo per il troppo caldo o per un allenamento, purtroppo non mi garantisce la copertura degli odori al 100%. Inoltre, il prodotto risulta comunque un po' troppo liquido e quindi va applicato con attenzione, altrimenti è molto facile vederlo "colare via".

Insomma, nel complesso questo è buon prodotto e lo ricomprerò, ma non lo userò durante l'estate. La mia ricerca di un deodorante BIO efficace non si è ancora conclusa dato che non ho trovato un prodotto che mi soddisfi al 100%, ma ho trovato un grande alleato nel "cremino deodorante faidate" che non mi tradisce mai, è solo un po' antipatico da applicare (sono pigra, lo sapete ormai... E applicarlo con le dita mi pesa!! XD ). Se volete vedere come si fa, potete cliccare qui.

Spero di esservi stata utile, come sempre,
Melania





martedì 9 luglio 2013

Alchimia Natura: Capelli di Luce Spray

Ciao Mondo Bio!
Oggi sono tornata a scrivere sul blog per proporvi una piccola recensione su un prodotto che è entrato di diritto nella mia classifica dei "must-have"!
Sto parlando dello spray per capelli lucidante e protettivo di Alchimia Natura, lo spray Capelli di Luce.
L'ho comprato circa 4 mesi fa e l'ho usato ogni volta che ho lavato i capelli. Che dire, ne sono entusiasta. (E non è ancora finito, ne ho usato meno di due terzi del flacone da 125 ml!)


Il PAO di questo prodotto è di 6 mesi.

L'ho comprato al negozio BIOPLANET di Roseto, non troppo lontano da dove vivo io. Come potete "ammirare" dalla foto, la gentilissima proprietaria mi ha riempito di campioncini ^_^



Andiamo a guardare la descrizione ufficiale del prodotto:

"Capelli di Luce Spray è una specialità cosmetica completamente naturale a base di Semi di Lino, che lucidano e proteggono il capello. Il Miele Millefiori dell’Appennino Modenese, il Pantenolo e gli estratti vegetali di Equiseto, Limone e Arancio dolce lasciano il capello ben nutrito senza appesantirlo e aiutano a fissare la piega rinforzandolo e proteggendolo dall’azione del calore di phon e piastre.
Modo d’uso: Spruzzare il prodotto sui capelli ancora umidi prima della messa in piega oppure su capello asciutto prima di mettere i bigodini o di fare la piastra."

E adesso guardate l'INCI.


Non dovete spaventarvi di quei due rossi: sono ingredienti vegetali catalogati come rossi perché fotosensibilizzanti.

Ma adesso passiamo alla recensione vera e propria!

Mi è capitato di usare questo spray sia a capelli asciutti, che a capelli bagnati; ne basta davvero poco per ottenere il risultato desiderato (che sia quello di lucidare o proteggere il capello). I capelli non rimangono assolutamente unti, anche se a dirlo è una con i capelli stra-secchi, però... Bisogna fare attenzione! Un uso eccessivo sulle lunghezze tende a increspare il capello. L'ho notato quando ho abbondato troppo con le vaporizzazioni. ^_^
Lascia i capelli davvero belli lucidi e morbidi e adesso non ne posso fare a meno!
L'odore per me è quasi inesistente, si sente un pochino appena applicato, ma sparisce quasi subito. 
Non posso dire se sia davvero protettivo perché le mie lunghezze sono ancora un po' martoriate dagli anni "NONBIO", e quindi io le mie belle doppie punte ce le ho! :(

Lo consiglio vivamente a chi non può fare a meno di fare la messa in piega con piastra e phon, ma anche a chi cerca un prodotto comodo ed efficace per lucidare la chioma :D !

Spero di avervi invogliato e di essermi resa utile come sempre!
Bacioni

Melania


venerdì 5 luglio 2013

[Esperimento] Capelli: Sbionditevi!!

Ciao Mondo Bio!
Oggi vi scrivo un post sul mio esperimento di "shatush-Homemade"!
Ovviamente è un esperimento che richiederà molta costanza, pazienza e soprattutto molto tempo! Però, pare che una leggera differenza tra radici e punte sia già visibile.
Ho cominciato due settimane fa, circa. Ma in cosa consiste questo esperimento?

Andiamo con ordine.
Innanzitutto vi mostro il colore dei miei capelli prima di cominciare.



Ve la metto orizzontale perché mi piace di più! :)

Allora, il trattamento più frequente che sto utilizzando è questo spray realizzato da me (ebbene sì, è la mia prima creazione).


Per ora non ho ancora mai comprato nessun conservante, quindi devo preparare lo spray ogni volta che mi serve usarlo per i tre giorni di seguito in cui vado al mare (solitamente nel weekend), sfruttando il fatto che i capelli poi si asciugano sotto il sole e quindi l'effetto "sbiondente" diventa ancora più potente!!

Lo spray (circa 250ml) è stato realizzato con:

-Infuso di camomilla (Camomilla in bustine, ma mooolto concentrata, tipo 3-4 bustine per una tazza)
-Birra (circa 170 ml)
-Miele (2-3 cucchiai)
-Limone (a occhio)
-Infuso di cassia e curcuma (nota dolente: l'infuso con le poveri di henné si prepara mettendo poca polvere in molta acqua; una volta preparato, il tutto va filtrato più volte, altrimenti le polveri vi otturano anche l'erogatore spray!)

Tutti questi ingredienti hanno delle leggere proprietà "schiarenti", ma è bene precisare che camomilla e birra seccano abbastanza il capello. Il miele però aiuta a combattere l'effetto secco e quindi, alla fine, ho "creato" un trattamento che è in parte anche benefico per i capelli (non a caso il miele è presente in moltissimi impacchi fai-da-te per i capelli).

Una volta a settimana invece, per rafforzare l'effetto dello spray, preparo la sherazade con cassia e curcuma (più limone, aceto, camomilla e birra sempre presenti nel pappone di erbette).
La sherazade è un trattamento di cui vi parlo più dettagliatamente qui. La tengo su solo sulle lunghezze circa due ore e uso un balsamo alla camomilla!

Ora i miei capelli sono così:


E questa è la differenza tra i capelli delle radici e quelli delle punte:


Al momento, non si nota uno schiarimento graduale dalle radici alle punte con i capelli sciolti, però penso che sovrapponendo le lunghezze alle radici si possa già apprezzare una leggera differenza (considerate che c'è un'ombra di ramato perché ci sono i residui di lawsonia!!).

Per il momento è tutto; ovviamente questo post verrà aggiornato con foto ogni volta che ci saranno cambiamenti visibili e apprezzabili!

Fatemi sapere se vi piace l'idea o se avete sperimentato altri metodi "sbiondenti"! :)
buona serata
Melania





giovedì 4 luglio 2013

Solari [parte I]: quello che ci ho capito io!

Ciao Mondo Bio!

Oggi torno ufficialmente attiva con un articolo un po' strano (e anche un po' lungo).
Diverse volte mi sono persa a cercare informazioni sui solari, a cercare di capirci qualcosa e quindi, avrei deciso di riunire tutte le informazioni più utili e attendibili che si trovano in giro per il web. E così ho fatto. Questo anche perché io non sono di certo un'esperta, ormai lo sapete, quindi non mi sento di esprimermi su un argomento così delicato in prima persona.

Onde evitare di farvi impazzire facendovi leggere tutte queste informazioni, ho reso chiare le divisioni tra i paragrafi, in modo tale che se cercate qualche informazione in particolare potete scorrere tranquillamente il post.

Nella seconda parte dell'argomento "Solari" invece, parlerò IO della mia esperienza con le varie marche e vi farò vedere alcuni INCI analizzati.

Spero che sia utile anche per voi, buona lettura! :)



Le radiazioni solari che arrivano fino a noi: raggi UVA e raggi UVB. Quali sono le differenze?

(Fonte)




Fino a pochi anni fa le protezioni solari contenevano solamente filtri UVB ma grazie a nuovi studi sulla pericolosità dei raggi UVA, si è cominciato a proteggere la nostra pelle anche da questi ultimi.
Rispetto ai raggi UVB, che sono responsabili di danni immediati tipici da esposizione solare, quali eritemi e scottature, i raggi UVA sono molto più pericolosi, nonostante siano meno carichi di energia rispetto ai primi: possono provocare sia la formazione dei tumori che l’acuirsi dell’invecchiamento cutaneo.
I raggi UVB si concentrano durante il periodo estivo e soprattutto nella fascia oraria che va dalle 11 della mattina alle 16, mentre i raggi UVA sono costanti nell’arco di tutto l’anno e superano di 50 volte la quantità dei raggi UVB.
Inoltre, i raggi UVA stimolano la riattivazione della melanina preesistente, formatasi nelle esposizioni precedenti, mentre i raggi UVB stimolano la formazioni di nuova melanina, che garantisce un grado di protezione maggiore rispetto a quella riattivata.
Altre due differenze da non sottovalutare che danno l’idea della maggiore pericolosità dei raggi UVA rispetto a quelli UVB sono la facilità di penetrazione nella pelle dei primi rispetto ai secondi, che permette ai raggi UVA di arrivare fino al derma ed il fatto che i raggi UVB vengono schermati dal vetro, rispetto ai raggi UVA, che riescono ad attraversarlo.

Nel dettaglio: come agiscono su di noi e come possiamo proteggerci?

(Fonte)

RAGGI UVA: attraversano l’epidermide ed arrivano nel derma dove vengono assorbiti. Provocano il fenomeno della pigmentazione diretta con formazione in poche ore di una pigmentazione di breve durata (2-3 giorni).Possono provocare collagenosi (alterazione e distruzione delle fibre collageniche), elastosi (alterazione delle fibre di Elastina e rilassamento cutaneo), melanosi croniche (macchie della pelle), cancri della pelle (ripetute esposizioni in fenotipi a rischio).

RAGGI UVB: la minore lunghezza d'onda fa sì che l'interazione con la materia sia maggiore e quindi, si fermano nell’epidermide dove sono assorbiti e provocano in poche ore il rilascio di molecole irritanti che a loro volta causano gli eritemi solari (si tratta di irritazioni dovute a vasodilatazione dei capillari del derma) e sono responsabili di una pigmentazione duratura. Possono però provocare in caso di errate esposizioni solari oltre ad eritemi solari, anche disidratazione della pelle, ipercheratosi e ipertricosi.

La radiazione solare a cui ogni individuo è esposto, dipende dall'irradiazione ambientale, dalla frazione di tale irradiazione ricevuta dalle diverse zone anatomiche e dalla durata dell'esposizione stessa. I filtri solari sono utilizzati per contrastare gli effetti indesiderati della radiazione solare. Inizialmente studiati con lo scopo principale di difendere dall'ustione solare (indotta principalmente da raggi UVB), successivamente sono stati modificati per proteggere anche nei confronti dei raggi UVA. Questi filtri sono distinti in chimici (organici) e fisici (inorganici), e dalla loro scelta e miscelazione dipende l'efficacia protettiva.
FILTRI FOTOINSTABILI: i filtri sono molecole scelte tra quelle in grado di assorbire e convertire l'energia delle radiazioni ultraviolette. Tuttavia, nell'esplicare la propria azione protettiva, alcuni filtri subiscono trasformazioni strutturali che ne alterano le caratteristiche filtranti e la capacità protettiva e possono determinare il rilascio di diversi prodotti di degradazione, dei quali non sempre è accertata l'innocuità. Una scarsa fotostabilità, ovviamente determina una riduzione della capacità protettiva. Filtri scarsamente fotostabili nel campo UVB sono l'octil-metossicinnamato e il 2-etil-exil-4-dimetilaminobenzoato e nel campo UVA, il butil-metossi-dibenzoilmetano (10).
Una riduzione della capacità filtrante nella zona UVB comporta un maggior rischio di scottatura, mentre una riduzione della capacità filtrante UVA (emessa anche dalle lampade fotoabbronzanti) può passare inosservata - per l'assenza di scottature - esponendo però a un maggiore rischio degli effetti dannosi cronici caratteristici di questa banda: invecchiamento della pelle e fotosensibilizzazione.

FILTRI FOTOSTABILI: in questo caso, il filtro dopo l'eccitazione torna allo stato fondamentale senza perdere la propria capacità assorbente. L'energia in eccesso è dissipata attraverso l'emissione di radiazioni con lunghezze d'onda più elevate come gli infrarossi, ma anche attraverso processi fotochimici quali l'isomerizzazione.

FILTRI DI ORIGINE NATURALELe erboristerie propongono correntemente filtri a base di prodotti naturali. In effetti, come tutte queste merceologie naturali, la reale protezione solare è modesta. Tuttavia, un considerevole interesse è stato rivolto all'uso di composti naturali, antiossidanti in particolare, nella protezione solare. Due dei composti più interessanti sono la vitamina C e la vitamina E. La vitamina C produce una ulteriore protezione contro i danni acuti da UVB quando è addizionata con filtri UVB. Inoltre, una combinazione di vitamine E e C offre una miglior protezione dai danni da UVA e particolarmente UVB, specialmente quando associata ad un filtro commerciale UVA-UVB.




La differenza tra Filtri Fisici e Filtri Chimici (dal Forum di Lola).

I filtri solari si dividono in due categorie: filtri fisici e filtri chimici. 


I filtri chimici sono vietati dai vari disciplinari che si occupano di ecocompatibilità, tra l'altro è dimostrato che fanno bioaccumulo provocando bei danni ambientali.

Nei solari eco-bio troveremo quindi solo filtri fisici. Essi sono ossido di zinco (inci name: Zinc Oxide) e biossido di titanio (inci name: Titanium Dioxide): possono essere micronizzati e rivestiti (anche con silicone: in questo caso non sono più ecocompatibili; nell’inci possono apparire con la seguente dicitura e in ordine sparso: Titanium Dioxide, Zinc Oxide, e Trimethoxycaprylylsilane) 

... Lo zinco ricoperto o meno va più o meno sempre bene. Normalmente serve per gli UVA e la sua curva di assorbimento si flette per glu UVB ma ne esiste un tipo da nanotecnologia che per gli UVB funziona abbastanza bene. Difficile capire quale stiano usando perchè l'INCI è lo stesso. Attenzione: una recente circolare Unipro (associazione dei produttori cosmetici) del 21/1/2009 ha ricordato che la Commissione Europea in effetti vieta l'utilizzo dell'ossido di zinco come schermo solare; a breve , entro giugno 2009, sarà pubblicato il nuovo Regolamento Cosmetici che avrà un allegato VI con elencati i filtri solari ammessi, aspettiamo di poterlo conoscere.
Aggiornamento del 30/4/2013: il nuovo Regolamento Cosmetici ormai entrato in vigore non comprende all'allegato che elenca i filtri solari consentiti l'ossido di zinco, tuttavia la questione è superata dal fatto che in tutti cosmetici è consentito inserire ossido zinco fino al 25%, ed in Europa gli schermi solari sono considerati cosmetici.

La banda degli UVB va da 290nm a 360nm mente gli UVA va da 360 a 400 nm.

... Il biossido di titanio serve per gli UVB (quelli che fanno diventare la pelle rossa) ed assorbe ben poco tra i 380 e 400 nm (UVA) ma alcuni studi fanno sospettare che possa creare radicali liberi. Tali radicali vengono liberati dal titanio biossido micronizzato, non quello normale e cioè in polvere meno fine; ma lo mettono tutti micronizzato perchè altrimenti ci si spalma di un pastone bianchissimo. Serve quindi o che sia ricoperto o che sia anche lui da nanotecnologia con aggiunta di manganese (in questo caso si chiama optisol). Difficile capire quale stiano usando (titanio semplice o con manganese) perchè l'INCI è lo stesso. 

Il punto principale è comunque la salute del consumatore e che quindi prima di approvare una sostanza si verifica tutta la documentazione inerente, tuttavia è pur vero che col tempo sempre nuovi studi possono svilupparsi, ed è anche per questo che ogni 3 anni le linee guida ecolabel sui filtri solari saranno riviste. Il Titanio micronizzato rivestito d'alluminio è per esempio stato ammesso in una formulazione (dovrebbe apparire nell'inci nel seguente modo, in analogia dei filtri rivestiti con silicone: Titanium Dioxide, Alumina).


E ora, vi lascio un elenco precisissimo dei vari tipi di filtri (chimici) divisi per categoria, realizzato da Carlitadolce. (SORPRESONA!! Mentre scrivevo il post mi accorgo che in realtà Carlita ha copiato-incollato dal forum di LOLA! Quindi la vera fonte è questa!)

FILTRI CHIMICI FOTOSTABILI

1. Octocrylene : filtro UVB 

2. Mexoryl: 
 - Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Ac= Mexoryl SX - filtro UVA
 - Drometrizole Trisiloxane= Mexoryl XL - filtro UVB 

3. Tinosorb: 
 - Bis-Ethylhexyloxyphenyl Triazine = Tinosorb S filtro UVA e UVB 
 - Methyilene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol = Tinosorb M - filtro UVA e UVB 

4. Diethylhexyl Butamido Triazone: filtro UVA 

5. Ethylhexyl Triazone: filtro UVB 

6. Octyl methoxycinnamate = ethylhexyl methoxycinnamate filtro UVB, messo da solo in formula ancora regge in fotostabilità, ma se in co-presenza destabilizza l'avobenzone (vedi punto 1 dei filtri non fotostabili), il tutto si ristabilizza se sono presenti octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb. 

FILTRI CHIMICI NON FOTOSTABILI

1. Butyl Methoxydibenzoylmethane: è l'avobenzone filtro UVA e parte UVB; è un filtro non fotostabile, è stabilizzato se in formula ci sono octocrylene e/o Mexoryl, Tinosorb, Diethylhexyl Syringylidene Malonate, Diethylhexyl 2,6-Naphthalate 

2. Ethylhexyl Salycilate(potreste ancora trovare da qualche parte il fu octyl salicylate, vecchia denominazione, stessa sostanza): filtro UVB non fotostabile, si stabilizza in co-presenza con ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl. 

FILTRI CHIMICI "PROBLEMATICI" 

1. 4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC) : Filtro UVB parziale UVA, risulta fotostabile ma è sotto osservazione dalla Commissione Scientifica Europea dei prodotti al consumo (SCCP) in quanto ci sono rischi di tossicità; con recente parere del 2008 SCCP valuta questo filtro solare sicuro quando introdotto per un massimo del 4% esclusivamente in prodotti da spalmare sulla pelle, mentre non può escludere rischi per la salute quando presente in prodotti spray, aerosol, o ingeribili tipo stick labbra, rossetti. 
Come il 4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC),anche i seguenti filtri sono sotto osservazione per possibile attività estrogena (rimane sempre valido il consiglio di lavarsi bene quando si torna dalla spiaggia): 

2. Octyldimethyl-PABA (OD-PABA) 

3. Benzophenone-3(Bp-3) 

4. Homosalate (HMS) 

5. Octyl-Methoxycinnamate (OMC): pare che da solo non regga tanto bene in fotostabilità quindi è meglio trovarlo in co-presenza di ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl.

Spero di aver raccolto tutte le informazioni più importanti e di averle raggruppate in maniera coerente e soprattutto utile!!

Buona giornata
Melania