giovedì 4 luglio 2013

Solari [parte I]: quello che ci ho capito io!

Ciao Mondo Bio!

Oggi torno ufficialmente attiva con un articolo un po' strano (e anche un po' lungo).
Diverse volte mi sono persa a cercare informazioni sui solari, a cercare di capirci qualcosa e quindi, avrei deciso di riunire tutte le informazioni più utili e attendibili che si trovano in giro per il web. E così ho fatto. Questo anche perché io non sono di certo un'esperta, ormai lo sapete, quindi non mi sento di esprimermi su un argomento così delicato in prima persona.

Onde evitare di farvi impazzire facendovi leggere tutte queste informazioni, ho reso chiare le divisioni tra i paragrafi, in modo tale che se cercate qualche informazione in particolare potete scorrere tranquillamente il post.

Nella seconda parte dell'argomento "Solari" invece, parlerò IO della mia esperienza con le varie marche e vi farò vedere alcuni INCI analizzati.

Spero che sia utile anche per voi, buona lettura! :)



Le radiazioni solari che arrivano fino a noi: raggi UVA e raggi UVB. Quali sono le differenze?

(Fonte)




Fino a pochi anni fa le protezioni solari contenevano solamente filtri UVB ma grazie a nuovi studi sulla pericolosità dei raggi UVA, si è cominciato a proteggere la nostra pelle anche da questi ultimi.
Rispetto ai raggi UVB, che sono responsabili di danni immediati tipici da esposizione solare, quali eritemi e scottature, i raggi UVA sono molto più pericolosi, nonostante siano meno carichi di energia rispetto ai primi: possono provocare sia la formazione dei tumori che l’acuirsi dell’invecchiamento cutaneo.
I raggi UVB si concentrano durante il periodo estivo e soprattutto nella fascia oraria che va dalle 11 della mattina alle 16, mentre i raggi UVA sono costanti nell’arco di tutto l’anno e superano di 50 volte la quantità dei raggi UVB.
Inoltre, i raggi UVA stimolano la riattivazione della melanina preesistente, formatasi nelle esposizioni precedenti, mentre i raggi UVB stimolano la formazioni di nuova melanina, che garantisce un grado di protezione maggiore rispetto a quella riattivata.
Altre due differenze da non sottovalutare che danno l’idea della maggiore pericolosità dei raggi UVA rispetto a quelli UVB sono la facilità di penetrazione nella pelle dei primi rispetto ai secondi, che permette ai raggi UVA di arrivare fino al derma ed il fatto che i raggi UVB vengono schermati dal vetro, rispetto ai raggi UVA, che riescono ad attraversarlo.

Nel dettaglio: come agiscono su di noi e come possiamo proteggerci?

(Fonte)

RAGGI UVA: attraversano l’epidermide ed arrivano nel derma dove vengono assorbiti. Provocano il fenomeno della pigmentazione diretta con formazione in poche ore di una pigmentazione di breve durata (2-3 giorni).Possono provocare collagenosi (alterazione e distruzione delle fibre collageniche), elastosi (alterazione delle fibre di Elastina e rilassamento cutaneo), melanosi croniche (macchie della pelle), cancri della pelle (ripetute esposizioni in fenotipi a rischio).

RAGGI UVB: la minore lunghezza d'onda fa sì che l'interazione con la materia sia maggiore e quindi, si fermano nell’epidermide dove sono assorbiti e provocano in poche ore il rilascio di molecole irritanti che a loro volta causano gli eritemi solari (si tratta di irritazioni dovute a vasodilatazione dei capillari del derma) e sono responsabili di una pigmentazione duratura. Possono però provocare in caso di errate esposizioni solari oltre ad eritemi solari, anche disidratazione della pelle, ipercheratosi e ipertricosi.

La radiazione solare a cui ogni individuo è esposto, dipende dall'irradiazione ambientale, dalla frazione di tale irradiazione ricevuta dalle diverse zone anatomiche e dalla durata dell'esposizione stessa. I filtri solari sono utilizzati per contrastare gli effetti indesiderati della radiazione solare. Inizialmente studiati con lo scopo principale di difendere dall'ustione solare (indotta principalmente da raggi UVB), successivamente sono stati modificati per proteggere anche nei confronti dei raggi UVA. Questi filtri sono distinti in chimici (organici) e fisici (inorganici), e dalla loro scelta e miscelazione dipende l'efficacia protettiva.
FILTRI FOTOINSTABILI: i filtri sono molecole scelte tra quelle in grado di assorbire e convertire l'energia delle radiazioni ultraviolette. Tuttavia, nell'esplicare la propria azione protettiva, alcuni filtri subiscono trasformazioni strutturali che ne alterano le caratteristiche filtranti e la capacità protettiva e possono determinare il rilascio di diversi prodotti di degradazione, dei quali non sempre è accertata l'innocuità. Una scarsa fotostabilità, ovviamente determina una riduzione della capacità protettiva. Filtri scarsamente fotostabili nel campo UVB sono l'octil-metossicinnamato e il 2-etil-exil-4-dimetilaminobenzoato e nel campo UVA, il butil-metossi-dibenzoilmetano (10).
Una riduzione della capacità filtrante nella zona UVB comporta un maggior rischio di scottatura, mentre una riduzione della capacità filtrante UVA (emessa anche dalle lampade fotoabbronzanti) può passare inosservata - per l'assenza di scottature - esponendo però a un maggiore rischio degli effetti dannosi cronici caratteristici di questa banda: invecchiamento della pelle e fotosensibilizzazione.

FILTRI FOTOSTABILI: in questo caso, il filtro dopo l'eccitazione torna allo stato fondamentale senza perdere la propria capacità assorbente. L'energia in eccesso è dissipata attraverso l'emissione di radiazioni con lunghezze d'onda più elevate come gli infrarossi, ma anche attraverso processi fotochimici quali l'isomerizzazione.

FILTRI DI ORIGINE NATURALELe erboristerie propongono correntemente filtri a base di prodotti naturali. In effetti, come tutte queste merceologie naturali, la reale protezione solare è modesta. Tuttavia, un considerevole interesse è stato rivolto all'uso di composti naturali, antiossidanti in particolare, nella protezione solare. Due dei composti più interessanti sono la vitamina C e la vitamina E. La vitamina C produce una ulteriore protezione contro i danni acuti da UVB quando è addizionata con filtri UVB. Inoltre, una combinazione di vitamine E e C offre una miglior protezione dai danni da UVA e particolarmente UVB, specialmente quando associata ad un filtro commerciale UVA-UVB.




La differenza tra Filtri Fisici e Filtri Chimici (dal Forum di Lola).

I filtri solari si dividono in due categorie: filtri fisici e filtri chimici. 


I filtri chimici sono vietati dai vari disciplinari che si occupano di ecocompatibilità, tra l'altro è dimostrato che fanno bioaccumulo provocando bei danni ambientali.

Nei solari eco-bio troveremo quindi solo filtri fisici. Essi sono ossido di zinco (inci name: Zinc Oxide) e biossido di titanio (inci name: Titanium Dioxide): possono essere micronizzati e rivestiti (anche con silicone: in questo caso non sono più ecocompatibili; nell’inci possono apparire con la seguente dicitura e in ordine sparso: Titanium Dioxide, Zinc Oxide, e Trimethoxycaprylylsilane) 

... Lo zinco ricoperto o meno va più o meno sempre bene. Normalmente serve per gli UVA e la sua curva di assorbimento si flette per glu UVB ma ne esiste un tipo da nanotecnologia che per gli UVB funziona abbastanza bene. Difficile capire quale stiano usando perchè l'INCI è lo stesso. Attenzione: una recente circolare Unipro (associazione dei produttori cosmetici) del 21/1/2009 ha ricordato che la Commissione Europea in effetti vieta l'utilizzo dell'ossido di zinco come schermo solare; a breve , entro giugno 2009, sarà pubblicato il nuovo Regolamento Cosmetici che avrà un allegato VI con elencati i filtri solari ammessi, aspettiamo di poterlo conoscere.
Aggiornamento del 30/4/2013: il nuovo Regolamento Cosmetici ormai entrato in vigore non comprende all'allegato che elenca i filtri solari consentiti l'ossido di zinco, tuttavia la questione è superata dal fatto che in tutti cosmetici è consentito inserire ossido zinco fino al 25%, ed in Europa gli schermi solari sono considerati cosmetici.

La banda degli UVB va da 290nm a 360nm mente gli UVA va da 360 a 400 nm.

... Il biossido di titanio serve per gli UVB (quelli che fanno diventare la pelle rossa) ed assorbe ben poco tra i 380 e 400 nm (UVA) ma alcuni studi fanno sospettare che possa creare radicali liberi. Tali radicali vengono liberati dal titanio biossido micronizzato, non quello normale e cioè in polvere meno fine; ma lo mettono tutti micronizzato perchè altrimenti ci si spalma di un pastone bianchissimo. Serve quindi o che sia ricoperto o che sia anche lui da nanotecnologia con aggiunta di manganese (in questo caso si chiama optisol). Difficile capire quale stiano usando (titanio semplice o con manganese) perchè l'INCI è lo stesso. 

Il punto principale è comunque la salute del consumatore e che quindi prima di approvare una sostanza si verifica tutta la documentazione inerente, tuttavia è pur vero che col tempo sempre nuovi studi possono svilupparsi, ed è anche per questo che ogni 3 anni le linee guida ecolabel sui filtri solari saranno riviste. Il Titanio micronizzato rivestito d'alluminio è per esempio stato ammesso in una formulazione (dovrebbe apparire nell'inci nel seguente modo, in analogia dei filtri rivestiti con silicone: Titanium Dioxide, Alumina).


E ora, vi lascio un elenco precisissimo dei vari tipi di filtri (chimici) divisi per categoria, realizzato da Carlitadolce. (SORPRESONA!! Mentre scrivevo il post mi accorgo che in realtà Carlita ha copiato-incollato dal forum di LOLA! Quindi la vera fonte è questa!)

FILTRI CHIMICI FOTOSTABILI

1. Octocrylene : filtro UVB 

2. Mexoryl: 
 - Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Ac= Mexoryl SX - filtro UVA
 - Drometrizole Trisiloxane= Mexoryl XL - filtro UVB 

3. Tinosorb: 
 - Bis-Ethylhexyloxyphenyl Triazine = Tinosorb S filtro UVA e UVB 
 - Methyilene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol = Tinosorb M - filtro UVA e UVB 

4. Diethylhexyl Butamido Triazone: filtro UVA 

5. Ethylhexyl Triazone: filtro UVB 

6. Octyl methoxycinnamate = ethylhexyl methoxycinnamate filtro UVB, messo da solo in formula ancora regge in fotostabilità, ma se in co-presenza destabilizza l'avobenzone (vedi punto 1 dei filtri non fotostabili), il tutto si ristabilizza se sono presenti octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb. 

FILTRI CHIMICI NON FOTOSTABILI

1. Butyl Methoxydibenzoylmethane: è l'avobenzone filtro UVA e parte UVB; è un filtro non fotostabile, è stabilizzato se in formula ci sono octocrylene e/o Mexoryl, Tinosorb, Diethylhexyl Syringylidene Malonate, Diethylhexyl 2,6-Naphthalate 

2. Ethylhexyl Salycilate(potreste ancora trovare da qualche parte il fu octyl salicylate, vecchia denominazione, stessa sostanza): filtro UVB non fotostabile, si stabilizza in co-presenza con ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl. 

FILTRI CHIMICI "PROBLEMATICI" 

1. 4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC) : Filtro UVB parziale UVA, risulta fotostabile ma è sotto osservazione dalla Commissione Scientifica Europea dei prodotti al consumo (SCCP) in quanto ci sono rischi di tossicità; con recente parere del 2008 SCCP valuta questo filtro solare sicuro quando introdotto per un massimo del 4% esclusivamente in prodotti da spalmare sulla pelle, mentre non può escludere rischi per la salute quando presente in prodotti spray, aerosol, o ingeribili tipo stick labbra, rossetti. 
Come il 4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC),anche i seguenti filtri sono sotto osservazione per possibile attività estrogena (rimane sempre valido il consiglio di lavarsi bene quando si torna dalla spiaggia): 

2. Octyldimethyl-PABA (OD-PABA) 

3. Benzophenone-3(Bp-3) 

4. Homosalate (HMS) 

5. Octyl-Methoxycinnamate (OMC): pare che da solo non regga tanto bene in fotostabilità quindi è meglio trovarlo in co-presenza di ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl.

Spero di aver raccolto tutte le informazioni più importanti e di averle raggruppate in maniera coerente e soprattutto utile!!

Buona giornata
Melania

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